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La Befana

Ho sempre creduto nell’esistenza della Befana; a quella di Babbo Natale, no. Ai miei tempi, intendo quelli della mia infanzia, il Natale si rifletteva nel mistero del presepe: una costruzione di cartone e carta, colorata di marrone e verde e ricoperta di muschio e legnetti, a formare montagne e grotte. C’era la bottega del macellaio, […]

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Il Drago

Aspettai in riva al mare che il temporale si placasse, immergendo di tanto in tanto il piede nell’acqua gelida. A lungo sperai che le onde smettessero di strepitare, giungendo infine, ammansite, ad accarezzare le mie membra rattrappite dal lungo dolore.Per secoli avevo vagato, peregrinando per terre arse dal sole, boschi oscuri ritagliati come origami da

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Upside down portrait of a woman lying on grass with yellow flowers in her hair.

L’apparente inganno del tempo

Tempo Apparente inganno del tempo che scorrecuratore involontario del fluente plasma universale.Contenitore inconsapevole delle angosce dell’essere,inutile guazzabuglio di sensi morentidelusi dal peregrinare dell’anima.Impercettibile lacrima dispersa dal big bangriversata nelle membra di ominidi incontinenticostretti dall’ansia dei secondia declinare l’unità all’infinito;al di fuori dello spazio e del tempo.Senza tregua. © 2025 Carlo Importuna — Tutti i diritti

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Il mare

Il mare Seduto stretto sul sedile posterioreguardo attraverso le teste dei miei.La strada è dritta.Di lato solo campi e bufale al pascolo.Le bestie si muovono meste.Statue nere persenel giallo ocra dell’erba ondeggiante Il mio sguardo è fissoIl nastro scorre pianoil silenzio è una lunga attesa Anche i miei fratelli attendono,immobili.Tranquilli affrontiamo la salitaL’ultima. L’auto rallenta,

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Una pietra

Una piccola pietra nera sedeva placida sul ciglio di un grosso masso.   Ogni mattina, i raggi del sole, facendo capolino tra le nuvole ancora assonnate, la ricoprivano, asciugando le gocce di brina che ne rivestivano la superficie come un pigiama.  Nelle ore più calde, il vento, soffiando piano, spazzava via la polvere che si era

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Una testa abbandonata sul tetto di una casa

Una testa abbandonata sul tetto di una casa osserva, silenziosa, il teatro del mondo.Questa poesia, sospesa tra ironia e malinconia, racconta di una mente solitaria che riflette da lontano, senza mai partecipare davvero.Attraverso immagini surreali e un tono a tratti giocoso, si delinea il ritratto di una coscienza che guarda la vita come una parata:

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il viaggio

Il viaggio

Racconti intensi e poetici. Le storie qui raccolte nascono dall’immaginazione. Possono riflettere emozioni reali, ma non rappresentano episodi autobiografici. Guardo avanti. L’autista, un ragazzo biondo dai tratti nordici, carnagione bianco latte e occhi chiari, ha un’aria pulita, quasi fosse appena uscito da una scatola di saponette profumate. Controlla la strada con attenzione. Di fianco a

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