Una testa abbandonata sul tetto di una casa osserva, silenziosa, il teatro del mondo.
Questa poesia, sospesa tra ironia e malinconia, racconta di una mente solitaria che riflette da lontano, senza mai partecipare davvero.
Attraverso immagini surreali e un tono a tratti giocoso, si delinea il ritratto di una coscienza che guarda la vita come una parata: confusa, elegante, rumorosa, ma spesso priva di senso.
È una poesia che invita a interrogarsi su ciò che vediamo ogni giorno senza davvero guardare, su ciò che scegliamo di ignorare restando fermi, magari sul tetto delle nostre sicurezze.
Ascolta la poesia: di Carlo Importuna – letta da Carlo Importuna – musica Carlo Importuna

Una testa abbandonata
Sopra il tetto di una casa
Guarda in giro sconsolata
Attendendo la nottata
Sempre in cerca, questo capo,
Sì diletta per davvero
A riempire la pelata
Di evidenze di giornata
E son tante le notizie
Che si vendono per strada
Stai attenta a questa e a quella
Qui si gioca la serata
E’ arrivata da lontano
Una mano con anello
Due bracciali di corallo
E due piedi da parata
Accompagna questo ballo
Una spalla e pure un collo
Sempre attenti a non sprecare
La paura di tornare
Son venuti ad onorare
Una testa poco sveglia
Dedicata all’indolenza
Di una festa di eleganza
Ecco allora che sconquassa
Una tromba è una grancassa
Ma la testa non demorde
Dall’impresa e non si sposta
Son contenta sembra dire
Di restare imprigionata
Sopra il tetto di una casa
A guardare la mia strada
E se la strada non si sposta
E la vista non si guasta
Resto qui con la mia barba
A godermi la parata
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