Il mare
Seduto stretto sul sedile posteriore
guardo attraverso le teste dei miei.
La strada è dritta.
Di lato solo campi e bufale al pascolo.
Le bestie si muovono meste.
Statue nere perse
nel giallo ocra dell’erba ondeggiante
Il mio sguardo è fisso
Il nastro scorre piano
il silenzio è una lunga attesa
Anche i miei fratelli attendono,
immobili.
Tranquilli affrontiamo la salita
L’ultima.
L’auto rallenta, affanna.
Poi scala la marcia, accelera.
L ’azzurro esplode
La tavolozza muta
L’acqua incrocia il cielo
il cielo s’immerge nel mare
La 127 prende vigore
Inizia, cauta, la discesa
Il giallo trascende nel verde
Il chiarore guadagna contrasto
Papà alza il volume della radio
Che la domenica è giorno di festa
E davanti abbiamo solo una promessa
facile da mantenere
© 2025 Carlo Importuna — Tutti i diritti riservati